TREKKING

Sei sentieri alla scoperta della natura e della storia del territorio di Castel Madama

Per fare trekking basta scaricare la mappa del sentiero che volete fare, indossare un abbigliamento "a cipolla" (a strati: maglietta, camicia, maglione...), scarponi, e un adeguato equipaggiamento: zainetto, impermeabile, borraccia ...

Durante le escursioni vi chiediamo un comportamento corretto verso la natura: non cogliere i fiori, non danneggiare gli alberi, non disturbare gli animali, non lasciare cartacce e cosi via.

Visita al centro storico
di Castel Madama

Dislivello 400 m;
Lunghezza 8 km;
tempo medio di percorrenza 2,00 h;
difficoltà facile.

1. Chiesa di S.Anna, XVIII secolo.
2. Chiesa di San Sebastiano, 1565. Notevole è l'affresco sull'abside, attribuibile a Federico Zuccari.
3. Mosaico di Ferruccio Ferazzi nell tempietto ai Collicelli.
4. I resti del antica porta della città chiamata Porta Luisa.
5. Chiesa di San Michele Arcangelo, 1771-1776. L'altare maggiore ospita una tela rappresentante il Santo, opera di Pietro Labruzzi (1739/1805).
6. Centro storico di Castel Madama.
7. Il Castello Orsini, fu costruito nel 1308 da Riccardo e Poncello, figli di Fortebraccio Orsini.
8. Chiesa di San Quirico. E' la più antica chiesa di Castel Madama. Le notizie relative ad essa sono infatti anteriori all'anno Mille.

Sentiero Aniene

Dislivello 200 m;
Lunghezza 10 km;
tempo medio di percorrenza 4,00h;
difficoltà media.

I percorsi che toccano la riva di un fiume hanno sempre un richiamo particolare, sia per la vegetazione spesso intricata e variegata, che il suono rilassante dell'acqua corrente.
L'itinerario che vi proponiamo non interessa solo il fiume ma anche due colline che hanno delle caratteristiche vegetazionali alquanto difformi. Monte Papese ha ancora una fitta copertura arborea mentre il colle di Monitola è stato conquistato quasi esclusivamente da una vegetazione di tipo arbustivo. Il sentiero inizia da Monte Papese e più precisamente dal suo versante Nord. Il primo tratto segue una strada sterrata, che termina dopo aver aggirato il colle verso Sud-Ovest. Al termine della strada si piega nettamente verso il fiume stando attenti a districarsi tra i rovi. Dopo aver camminato per circa un'ora lungo la riva sinistra del fiume, si arriva in località Case Marie, dove sorgono due caratteristici casolari.

Sentiero Boschetto 1

Dislivello 400 m;
Lunghezza 8 km;
tempo medio di percorrenza 4,00 h;
difficoltà facile.

L'itinerario inizia dal cancello che delimita ad est l'area del boschetto (400 mt) e continua a mezza costa lungo la dorsale meridionale di Colle Cario con belle vedute sulla sottostante Valle Empolitana ed il boscoso versante nord dei Monti Prenestini. La vegetazione in questo tratto è di tipo arbusto con dominio della ginestra.
Dopo aver toccato un vascone si giunge in prossimità di Colle Clubro (alt. 574 m) dove si rende indispensabile una sosta per godere di una rilassante vista verso il centro storico di Ciciliano a Sud-Est, i Monti Ruffi ad Est e in lontananza verso Sud-Sud-Est del caratteristico sperone della Mentorella.
Senza toccare la sommità di Colle Colubro si comincia a scendere su un largo sentiero che in agevole ma marcata discesa scende fino al sottostante edificio: "Il Casone". Toccato il fontanile adiacente al casolare, si comincia a salire verso nord, costeggiando un piccolo ruscello, che per lunghi tratti può essere percorso con piacevoli saltelli tra le rocce.
Arrivati all'altezza di 500 m, si tocca un evidente slargo, da dove tenendosi sulla sinistra, in direzione di Largo degli Sbirri (alt. 635 m), si tocca dapprima un interessante gola, lunga una cinquantina di metri, e successivamente, in direzione nord, la diramazione della strada che sale dal Fontanile delle Cese.
Raggiunta la strada si piega, tra alcini cespugli (Sud-Ovest) in direzione di Largo degli Sbirri.
Toccata la sommità di Colle Colubro si torna al punto di partenza seguendo un largo sentiero a monte del percorso di andata. Si attraversa la valle di Pietra Cupa, si sale sul Colle Cario con successiva ripida discesa al cancello del boschetto.

Sentiero Boschetto 2

Dislivello 500 m;
Lunghezza 11 km;
tempo medio di percorrenza 5,00 h;
difficoltà media.

Questo itinerario per la prima parte è comune al tratto di ritorno del "Sentiero Boschetto 1"; la deviazione per Colle Cimino inizia dal fossato a nord dell'area boschiva in località la Selva.
A circa 200 m dal fossato si supera la recinzione del confine comunale tra Castel Madama e Sambuci.
A questo punto una ripida salita tra i rovi porta, in circa mezz'ora, alla strada sterrata che sale da Sambuci. Il Colle Cimino chiude a nord-Est l'orizzonte mentre la strada con una serie di tornanti sale fino a Cerrito Piano (Macchia Rotonda). Questo colle, che ricade nel comune de Vicovaro, offre un panorama d'eccezione verso le più alte cime dell'Appenino Centrale.
Il ritorno avviene costeggiando un piccolo fossato nel versante Sud Est del colle, toccando una recinzione un grande fontanile e la successiva strada che sale dal Fontanile delle Cese. Arrivati al Largo degli Sbirri si segue in discesa lo stesso percorso dell'andata.

Sentiero Monti Prenestini 1

Dislivello 1000 m;
Lunghezza 12 km;
tempo medio di percorrenza 4,30 h;
difficoltà impegnativo.

Questo è senz'altro l'itinerario più impegnativo dei sei proposti, in quanto oltre al notevole dislivello unisce anche alcuni tratti in forte pendenza.
La Valle Caprara offre una vegetazione ricchissima e molto folta che in alcuni tratti sembra quasi impenetrabile. Trovare il sentiero non è difficile in quanto dopo un primo tratto lungo il lato destro (non orografico) del fossato si cammina quasi sempre sulla sinistra fin quasi agli 800 m di altitudine.
Arrivato all'altezza di Spina Santa (alt. 1060 m), si esce fuori dal fitto bosco ceduo e si calpestano dei bellissimi prati d'altitudine caratterizzati da piccole doline.
In questa aria alcuni anziani di Castel Madama e Guadagnolo ancora ricordano le coltivazioni a grano e patate effettuate da agricoltori di Rocca Canterano che vivevano per lunghi periodi sulla montagna riparandosi dentro baracche di legno. Storia recente è la piccola transumanza che avveniva tra Guadagnolo e la zona del Casone transitando in località La Montagnola o per la stessa Valle Caprara.
Da Spina Santa il percorso attualmente è segnato, in modo non molto evidente, ma per raggiungere Guadagnolo basta tenersi in direzione Sud lungo la dorsale che fiancheggia il Monte Piccione.
L'itinerario proposto può essere effettuato anche al ritorno, ma vista la lunghezza ed il dislivello dell'andata, ai meno allenati si consiglia di organizzarsi con delle macchine da lasciare a Guadagnolo.

Sentiero Monti Prenestini 2

Dislivello 500 m;
Lunghezza 7 km;
tempo medio di percorrenza 3,30h;
difficoltà media.

Questo itinerario è completamente immerso nei boschi del versante nord dei Monti Prenestini, in un ambiente che per alcuni tratti risulta veramente selvaggio.
Il sentiero inizia dallo stesso punto del "Sentiero Monti Prenestini 1" e quindi all'imbocco della Valle Caprara. Fin dai primi metri la mulattiera comincia a salire sulla destra portandosi alla quota di circa 500 m per poi continuare sul dorso della montagna in direzione Ovest.
Dopo circa mezz'ora di cammino si traversa un profondo vallone, superato il quale la mulattiera si fa più evidente, a chiara dimostrazione di una frequentazione remota di questi luoghi. Percorsi circa 200 metri dal vallone, all'altezza di un piccolo avvallamento, si scende di circa 100 metri di dislivello, fino ad incontrare la famosa grotta dell'Istrice. Si tratta di una tipica formazione calcarea.
Ritornati al sentiero principale lo si supera in netta salita per raggiungere, dopo circa 300 metri di dislivello, i ruderi di Santa Silvia un luogo che sicuramente nei secoli passati doveva essere abbastanza conosciuto dagli abitanti della zona.
Ridiscesi a quota 500 metri si riprende il sentiero e continuando a mezza costa, in direzione Ovest, si giunge dopo circa un'ora all'altezza di Colle Pagliaro per iniziare la successiva discesa alla Valicatora.




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